Ricette e tecnica · agrumi · Ottobre 12, 2026 · 9 min

Arancello e mandarinetto fatti in casa: dosi, tempi e gradazione

La risposta in breve

Come il limoncello: si mette in infusione la scorza in alcol a 95° e poi si aggiunge uno sciroppo freddo di acqua e zucchero. Con 1 litro di alcol, la scorza di 8-10 arance o di 15-20 mandarini, 1,5 litri d'acqua e 700 g di zucchero si ottengono circa 2,9 litri di liquore a 32°.

Arancello e mandarinetto sono i fratelli del limoncello fatto in casa: stesso metodo, stessa attrezzatura, un agrume diverso. Le differenze stanno nella buccia, che nell’arancia è più spessa e nel mandarino più sottile, e nei tempi di infusione, che cambiano di conseguenza.

Qui trovi una ricetta di riferimento che vale per tutti e due, le dosi per tre quantità diverse, la gradazione calcolata e i tempi per ciascun agrume. È anche il momento giusto per farli: arance e mandarini sono frutti d’inverno, e un liquore messo in infusione a dicembre è pronto per le feste o poco dopo.

Che differenza c’è fra limoncello, arancello e mandarinetto?

Il metodo è lo stesso, cambiano la buccia e il profumo. La scorza d’arancia ha uno strato bianco più spesso e va pelata con più attenzione; quella del mandarino è sottile e cede aroma più in fretta. Il mandarinetto ha un profumo dolce e riconoscibile che deriva da un composto, il metil N-metilantranilato, che limone e arancia quasi non hanno.

Limoncello Arancello Mandarinetto
Agrume Limone Arancia Mandarino
Frutti per litro di alcol 8-10 8-10 15-20
Parte bianca sotto la scorza Sottile Spessa, da togliere con cura Sottile
Infusione consigliata 7-30 giorni 10-15 giorni 7-15 giorni
Cosa dà il profumo Limonene, più una piccola quota di citrale Limonene, quasi da solo Limonene e gamma-terpinene, più il metil N-metilantranilato
Stagione dell’agrume Tutto l’anno Inverno Inverno

I numeri sul profumo vengono dalle analisi degli oli essenziali di scorza. Nell’olio di arancia dolce il limonene supera di solito il 90%, ed è il motivo per cui l’arancello ha un profumo pieno ma semplice. Nell’olio di limone il limonene sta fra il 60 e l’80%, e il tipico odore di limone lo dà in buona parte il citrale, che pesa appena il 2-3%. L’olio di mandarino ha circa 65-75% di limonene, 16-22% di gamma-terpinene e fra lo 0,3 e lo 0,7% di metil N-metilantranilato: poco, ma basta a dare quella nota dolce, quasi da caramella, che distingue un mandarinetto da un arancello anche a occhi chiusi.

Quali arance e quali mandarini usare?

Servono agrumi con la buccia commestibile, cioè biologici o non trattati dopo la raccolta. Per l’arancello vanno bene le arance dolci comuni; per il mandarinetto il mandarino vero ha un profumo più intenso delle clementine. La buccia deve essere soda e lucida: quella di un frutto vecchio ha già perso parte dell’olio essenziale.

Il primo controllo si fa sull’etichetta. Gli agrumi trattati dopo la raccolta con il fungicida imazalil devono riportare l’avvertenza «buccia non edibile» o una frase equivalente, e in quel caso non sono adatti a un liquore, che è fatto proprio di buccia. L’assenza della scritta però non garantisce che il frutto non abbia ricevuto altri trattamenti: per questo la scelta più sicura resta il biologico, o il frutto preso direttamente da chi lo coltiva.

Per l’arancello quasi tutte le ricette usano arance dolci comuni. Le arance rosse, come Tarocco e Moro, funzionano allo stesso modo. L’arancia amara ha un profumo più intenso ed è tradizionalmente l’agrume da liquori e da essenze, ma si trova poco e dà un risultato diverso: se la trovi, puoi usarla per una parte delle scorze.

Per il mandarinetto conta la varietà. Il mandarino comune ha la buccia più profumata, ed è quello da preferire. Le clementine, un incrocio del mandarino, si usano lo stesso, ma danno un liquore più tenue. In Sicilia esiste anche il Mandarino Tardivo di Ciaculli, coltivato nella Conca d’Oro alle porte di Palermo e riconosciuto da Slow Food, che matura fra gennaio e marzo: è uno dei pochi agrumi che allungano la stagione del mandarinetto fino a primavera.

La ricetta: dosi per arancello e mandarinetto

La ricetta di liquori.it parte da 1 litro di alcol a 95°, la scorza di 8-10 arance oppure di 15-20 mandarini, 1,5 litri d’acqua e 700 g di zucchero. Si ottengono circa 2,9 litri di liquore a 32° con 238 grammi di zucchero per litro. Raddoppiando o dimezzando le dosi la gradazione resta la stessa.

Ingrediente Per circa 1,5 litri Per circa 2,9 litri Per circa 5,9 litri
Alcol etilico a 95° 500 ml 1 litro 2 litri
Arance (per l’arancello) 4-5 8-10 16-20
Mandarini (per il mandarinetto) 8-10 15-20 30-40
Acqua 750 ml 1,5 litri 3 litri
Zucchero semolato 350 g 700 g 1,4 kg
Gradazione finale circa 32° circa 32° circa 32°

Le proporzioni di acqua e zucchero sono quelle di una delle ricette di arancello più diffuse. Il volume finale tiene conto anche dello zucchero, che sciolto occupa circa 0,63 ml per grammo: il conto completo è nella guida allo sciroppo di zucchero per liquori. Per l’alcol vale quanto detto su quale alcol usare per i liquori.

Ti servono un vaso di vetro a chiusura ermetica da almeno 2 litri, un pelapatate ben affilato, una pentola, un colino a maglie fitte e bottiglie di vetro scuro.

  1. Lava gli agrumi. Lavali in acqua tiepida strofinando la buccia con una spugna morbida, poi asciugali bene.
  2. Preleva la scorza. Togli con il pelapatate solo la parte colorata. Sulle arance procedi piano, perché lo strato bianco è spesso e viene via facilmente insieme alla scorza: se ne resta attaccato, raschialo con un coltellino. Sui mandarini, che hanno la buccia sottile, si può anche sbucciare a mano e poi ripulire l’interno della buccia.
  3. Metti in infusione. Chiudi le scorze nel vaso con l’alcol e tienilo al buio, in un luogo fresco, agitandolo una volta al giorno: 10-15 giorni per l’arancello, 7-15 per il mandarinetto.
  4. Prepara lo sciroppo. Sciogli lo zucchero nell’acqua su fuoco basso, spegni appena è limpido e lascia raffreddare del tutto. L’alcol non va mai sul fuoco né vicino alla fiamma.
  5. Filtra e unisci. Filtra l’alcol aromatizzato con il colino, strizzando poco le scorze, e versalo nello sciroppo freddo mescolando. Se vuoi un liquore più limpido, segui uno dei metodi su come filtrare un liquore fatto in casa.
  6. Imbottiglia e lascia riposare. Versa nelle bottiglie e aspetta almeno due settimane al buio prima di assaggiare. Molte ricette tradizionali consigliano un mese: il sapore si arrotonda e l’alcol si sente meno.

Quanto devono macerare arancello e mandarinetto?

L’arancello vuole 10-15 giorni di infusione, il mandarinetto 7-15. In entrambi i casi conviene non andare oltre il mese: dopo che le scorze hanno ceduto il loro olio essenziale, l’alcol continua a estrarre soprattutto i composti amari della parte bianca rimasta attaccata.

La differenza fra i due dipende dalla buccia. Quella del mandarino è sottile e cede l’aroma in fretta; quella dell’arancia è più spessa e ha bisogno di qualche giorno in più. Il segnale pratico è il colore: quando l’alcol è diventato arancione intenso e le scorze sono pallide e un po’ rigide, l’estrazione è quasi finita.

Se usi arancia amara o mandarini molto profumati, assaggia una goccia di infuso già al settimo giorno. Un’infusione più lunga non rende il liquore più profumato, solo più amaro.

Quanti gradi hanno arancello e mandarinetto?

Con la ricetta di riferimento, arancello e mandarinetto hanno circa 32°. Cambiando acqua e zucchero si va da circa 28° a 35°. Il Mandarinetto Isolabella, uno dei più noti in commercio, dichiara 30°: la ricetta casalinga di riferimento è appena più forte.

La gradazione si calcola dividendo l’alcol puro per il volume finale. Con la ricetta di riferimento: 1 litro di alcol a 95° contiene 950 ml di alcol puro, il volume finale è 1.000 + 1.500 + 441 ml (i 700 g di zucchero sciolti), cioè 2.941 ml, e 950 diviso 2.941 fa 32,3%. Le altre versioni seguono lo stesso conto:

Versione Acqua Zucchero Litri ottenuti Gradazione Zucchero per litro kcal per bicchierino da 30 ml
Più alcolica 1,2 litri 800 g 2,7 35° 296 g 94
Di riferimento 1,5 litri 700 g 2,9 32° 238 g 82
Più dolce 1,5 litri 1 kg 3,1 30° 319 g 89
Più leggera 2 litri 700 g 3,4 28° 203 g 70

Tutte le righe partono da 1 litro di alcol a 95°. La prima ha le stesse proporzioni della ricetta di riferimento del limoncello, e le calorie sono calcolate con la formula spiegata nella tabella delle calorie dei liquori casalinghi. Conviene non scendere sotto i 25° circa: sotto quella soglia indicativa un liquore casalingo si conserva peggio, come spiega la guida su quanto durano i liquori fatti in casa.

Gli errori che rendono amari arancello e mandarinetto

Gli errori più comuni sono tre: lasciare la parte bianca sulla scorza, prolungare l’infusione oltre il necessario e versare lo sciroppo ancora caldo. Tutti e tre portano allo stesso risultato, un liquore più amaro o meno profumato del previsto.

  • La parte bianca. Contiene i composti amari degli agrumi, fra cui la naringina. Nell’arancia è spessa e si stacca facilmente insieme alla scorza: è l’errore che rovina più arancelli.
  • L’infusione troppo lunga. Oltre il mese non arriva altro profumo, arrivano solo note amare ed erbacee.
  • Lo sciroppo caldo. Versato caldo nell’alcol, fa evaporare parte dell’alcol e degli oli più volatili, che sono proprio quelli del profumo.
  • Gli agrumi trattati. Una buccia con la scritta «non edibile» non va usata, per quanto bene la si lavi.

Arancello e mandarinetto sono anche fra i liquori tipici del Sud: chi vuole conoscere il resto della famiglia, dal rosolio alla cannella agli amari, trova tutto nella guida ai liquori tipici siciliani. Per gli altri frutti adatti all’infusione c’è la guida alla frutta per liquori.

Domande frequenti su arancello e mandarinetto

Si può fare il mandarinetto con le clementine? Sì, con le stesse dosi e gli stessi tempi. Il liquore viene più tenue, perché la buccia della clementina è meno profumata di quella del mandarino comune.

Si possono mettere arance e mandarini nello stesso liquore? Sì, ma conviene mettere le scorze in infusione in due vasi separati, perché hanno tempi diversi, e unire gli infusi prima di aggiungere lo sciroppo.

Perché il liquore diventa torbido quando aggiungo lo sciroppo? Gli oli essenziali si sciolgono bene nell’alcol forte e poco nell’acqua. Quando lo sciroppo abbassa la gradazione, una parte dell’olio si separa in goccioline finissime e il liquore si intorbida. È normale, ed è lo stesso motivo per cui il limoncello è opaco.

Si può usare la vodka al posto dell’alcol a 95°? Sì, ma la vodka parte da 40° e non regge l’acqua dello sciroppo: lo zucchero va sciolto nella minima quantità d’acqua, e il liquore finale ha una gradazione molto più bassa. Il metodo è lo stesso del limoncello con la vodka.

Quanto si conservano arancello e mandarinetto? In bottiglie di vetro scuro ben chiuse, al buio e al fresco, mantengono profumo e colore per circa un anno. Si possono tenere anche nel congelatore: a 32° non gelano e si servono già freddi.

Aggiornato a ottobre 2026. Fare un liquore in casa con alcol acquistato regolarmente è lecito per uso personale; venderlo richiede autorizzazioni. L’alcol a 95° è infiammabile: si scalda solo lo sciroppo, e l’alcol non va mai sul fuoco né vicino alla fiamma.

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